Emergenza carceri: la rassegna stampa sulle ragioni dell’astensione dei penalisti
L’emergenza carceri è tra le ragioni dell’astensione dei penalisti dal 23 al 29 settembre 2026: la situazione del carcere “Lorusso e Cotugno” di Torino
Dal 23 al 29 settembre gli avvocati penalisti italiani sono in astensione dalle udienze, su proclamazione dell’Unione Camere Penali Italiane. Tra le ragioni della protesta c’è l’emergenza carceri, che a Torino ha numeri sempre più difficili da ignorare: nell’istituto Lorusso e Cutugno sono ristretti oltre 1.550 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di circa 1.100 posti. A questo si aggiungono celle sovraffollate, infestazioni di insetti, locali insalubri e una crescente tensione per il personale di polizia penitenziaria, già sotto organico.
La Camera Penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte Occidentale e Valle d’Aosta ha illustrato le ragioni della mobilitazione in una conferenza stampa, riportata dalla stampa cittadina nei giorni scorsi. Come ha ricordato il presidente Roberto Capra, il tema è quello dei diritti minimi delle persone detenute e del rispetto del principio di umanità della pena, sancito dall’art. 27 della Costituzione.
Il momento è particolarmente significativo perché il 22 settembre la Corte Costituzionale discuterà la questione sollevata dal Tribunale di sorveglianza di Firenze sulla possibilità di differire l’esecuzione della pena quando il carcere non garantisce condizioni detentive dignitose. Oggi il rinvio facoltativo è previsto solo in casi espressamente contemplati; secondo i penalisti, lo strumento dovrebbe essere esteso anche alle situazioni di inadeguatezza strutturale. Non si tratta di cancellare la condanna, ma di rinviarla in attesa che possa essere scontata in modalità compatibili con i diritti della persona.
La proposta della Camera Penale è l’introduzione di una “lista d’attesa” per l’ingresso in carcere quando i posti non bastano. Come ha osservato l’avv. Maurizio Basile, del direttivo, in nessuna struttura si fa entrare la gente se tutti i posti sono occupati, e questo principio deve valere anche per gli istituti penitenziari.
Le condizioni del carcere di Torino sono state denunciate anche dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp, che ha chiesto ispezioni immediate su igiene, sicurezza e spazi disponibili. Si tratta di una convergenza di allarmi provenienti da fronti diversi: chi in carcere vive, chi ci lavora e chi difende i detenuti.
Pubblichiamo di seguito gli articoli apparsi sulla stampa cittadina.
- La Stampa, 18 settembre 2026: “Il carcere scoppia, superati i 1.550 detenuti. Allarme degli avvocati: ‘Ambiente disumano'” (G. Legato, C. Stamin)
- Repubblica, 18 settembre 2026: “Celle sovraffollate e insetti, gli avvocati scioperano. ‘Così la pena è disumana’” (G. Lo Po)
- Corriere della Sera, 18 settembre 2026: “Carcere sovraffollato e pericoloso: da mercoledì avvocati in sciopero. ‘Diritti fondamentali non garantiti'” (N.F.L.Z.)
- La Stampa, 18 settembre 2026
- Repubblica, 18 settembre
- Corriere della Sera, 18 settembre 2026


