05.01.2026

Pdl “Zuncheddu”: un aiuto immediato alle vittime di ingiusta detenzione

In media, ogni anno, negli ultimi 30 anni, 960 persone hanno subito una detenzione ingiusta: persone indagate, a volte anche processate, hanno trascorso in carcere periodi più o meno lunghi (a volte lunghissimi) prima di vedere riconosciuta la propria innocenza.

Vittime innocenti del potere punitivo dello Stato, in senso tecnico e giuridico, che infatti la Legge prevede vengano risarcite (rectius “riparate”) con un indennizzo a spese dell’Erario che ha un limite di poco più di 500 mila euro. Ma ciò avviene dopo un lungo ed estenuante (ulteriore) iter processuale, spesso anche 10 anni dopo il proscioglimento dalle accuse.

Per ovviare all’irrazionalità di questo sistema e porre un argine alle ingenti difficoltà economiche a cui è esposto chi si trovi ad affrontare una simile, drammatica, esperienza, la Proposta di Legge di iniziativa popolare che porta il nome di Beniamino Zuncheddu istituisce a favore della vittima una rendita provvisionale mensile, di circa 1.000 € (il doppio dell’assegno sociale), a titolo di anticipo sull’indennizzo dovuto. Questa rendita verrebbe corrisposta sin dalla pronuncia del provvedimento con cui il Giudice stabilisce il proscioglimento di un indagato o di un imputato, che sia stato perciò ingiustamente detenuto.

L’indennizzo completo sarebbe poi condizionato alla presentazione della formale domanda di riparazione, entro il termine previsto dalla Legge (normalmente due anni dal passaggio in giudicato della sentenza), ma in ogni caso – cioè anche in assenza di una formale domanda di riparazione – i ratei di rendita già versati fino a quel momento non potrebbero essere richiesti indietro dallo Stato.

Si tratta di una misura equa e logica che anticipa la tutela economica di persone che, per dimostrare la propria innocenza, spesso danno fondo ad ogni loro risparmio, riducendosi a vivere di espedienti, da innocenti.

Con l’approvazione della proposta di Legge, lo Stato riconoscerebbe finalmente una tutela tempestiva e effettiva alle vittime del sistema giudiziario che spesso tendiamo a rimuovere dal nostro orizzonte, poiché colpite dallo stigma del processo (ingiusto) e che dovremmo invece considerare, anche per questa ragione, fra le più fragili e vulnerabili.


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