Violata la par condicio
La Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026 a Torino si è chiusa con la decisione della Presidente della Corte d’Appello di non far prendere la parola al Presidente della Camera Penale “Vittorio Chiusano”, al pari di altri soggetti che avevano ritualmente richiesto di intervenire.
Al di là della sgrammaticatura istituzionale, già di per sé inaccettabile, non può non rilevarsi come sia stato, al contrario, consentito alla rappresentante della giunta locale di ANM di prendere la parola in una delicata fase storica nella quale, ovviamente, il tema del referendum per la riforma costituzionale e la vivace campagna elettorale in corso rappresentano terreno inevitabile di confronto.
Non solo, ma il diniego a intervenire si è consumato dopo che nei discorsi della Presidente della Corte d’Appello, del Procuratore Generale e del rappresentante del CSM si erano espressi chiaramente pareri contrari alla Riforma.
I membri della Camera Penale presenti hanno, dunque, deciso di abbandonare l’aula magna del Palazzo di Giustizia di Torino in segno di profondo disaccordo verso la decisione di non consentire di intervenire, anche nell’ottica del declinarsi di una par condicio sostanziale il cui rispetto si deve pretendere dalle Istituzioni.
La Giustizia si esercita in nome del popolo italiano, popolo rappresentato da quei cittadini i cui diritti gli avvocati penalisti difendono di fronte alla pretesa punitiva dello Stato.
La cerimonia dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, al pari del Palazzo di Giustizia, sono patrimoni comuni, non certamente soltanto della magistratura che, invero, non raramente, sembra non comprendere tale insuperabile condizione.
Torino, 31 gennaio 2026
La Camera Penale “Vittorio Chiusano”
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Di seguito il link per scaricare il testo del discorso.
La Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026 a Torino si è chiusa con la decisione della Presidente della Corte d’Appello di non far prendere la parola al Presidente della Camera Penale “Vittorio Chiusano”, al pari di altri soggetti che avevano ritualmente richiesto di intervenire.
Al di là della sgrammaticatura istituzionale, già di per sé inaccettabile, non può non rilevarsi come sia stato, al contrario, consentito alla rappresentante della giunta locale di ANM di prendere la parola in una delicata fase storica nella quale, ovviamente, il tema del referendum per la riforma costituzionale e la vivace campagna elettorale in corso rappresentano terreno inevitabile di confronto.
Non solo, ma il diniego a intervenire si è consumato dopo che nei discorsi della Presidente della Corte d’Appello, del Procuratore Generale e del rappresentante del CSM si erano espressi chiaramente pareri contrari alla Riforma.
I membri della Camera Penale presenti hanno, dunque, deciso di abbandonare l’aula magna del Palazzo di Giustizia di Torino in segno di profondo disaccordo verso la decisione di non consentire di intervenire, anche nell’ottica del declinarsi di una par condicio sostanziale il cui rispetto si deve pretendere dalle Istituzioni.
La Giustizia si esercita in nome del popolo italiano, popolo rappresentato da quei cittadini i cui diritti gli avvocati penalisti difendono di fronte alla pretesa punitiva dello Stato.
La cerimonia dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, al pari del Palazzo di Giustizia, sono patrimoni comuni, non certamente soltanto della magistratura che, invero, non raramente, sembra non comprendere tale insuperabile condizione.
Torino, 31 gennaio 2026
La Camera Penale “Vittorio Chiusano”
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Di seguito il link per scaricare il testo del discorso.